Troppi ne soffrono, nessuno ne parla

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TROPPI NE SOFFRONO, NESSUNO NE PARLA!
Il 15 Marzo è la giornata nazionale del fiocchetto lilla, utile a sensibilizzare sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).
Il 28% della nostra generazione ne soffre, se ne parla ancora troppo poco.
I DCA sono caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e il proprio corpo.
Possono compromettere lo stato di salute fisica o il funzionamento psico sociale di una persona.
Si manifestano soprattutto nel periodo adolescenziale, ma ci sono sempre più casi in età infantile e adulta. Solo una piccola parte di chi ne soffre chiede aiuto.
Dobbiamo parlarne perché troppo spesso questi disturbi non vengono trattati come si dovrebbe.
Non esiste un investimento strutturale e uniforme dei servizi pubblici, questo comporta costi non accessibili per diagnosi e cura.
Non rimaniamo in silenzio, servono investimenti strutturali sul Servizio Sanitario Nazionale per dare una risposta concreta ad un problema che riguarda la nostra generazione e non solo.

È importante utilizzare le parole giuste con chi ha un DCA: spesso anche quello che crediamo di dire in buona fede può essere offensivo. Commentare l’aspetto fisico e l’alimentazione di qualcuno, banalizzarne il malessere e aumentarne il senso di colpa, è quanto di più dannoso si possa fare.
Per essere dei buoni alleati bisogna ascoltare chi ci sta vicino, offrendo tutto il supporto possibile.

In occasione di questa Giornata ci siamo mobilitati davanti a scuole e università di tutto il Paese, compresa l’Università di Messina, consegnando dei fiocchetti lilla e chiedendo attenzione sul tema del benessere psicologico.
Come rilevato dalla nostra ricerca Chiedimi Come Sto sono tantissimi i giovani con DCA, il 16% in più con lo scoppio della pandemia.
L’emergenza non può essere ignorata: la politica deve occuparsene prima che sia troppo tardi.
Serve un investimento strutturale e uniforme dei servizi pubblici, per poter permettere a chiunque l’accesso alle cure, e un’attenzione maggiore al tema: non basta pensare alle soluzioni, vogliamo prevenzione già a partire dalle scuole dell’infanzia ed una legge in grado di tutelare la nostra salute mentale a 360 gradi!